COLOMBIA  
 


METODI DI GUARIGIONE

MAMO CALIXTO SUAREZ VILLAFANE

ETNIA
MAMOS ARHUACO


IL TEMPIO DELL' ARMONIZZAZIONE

 

CURRICULUM

MAMO CALIXTO
PAOLO CLAUSER
ANDREA PASQUALINI

 

 

 

Lo Sciamano Mamo Calixto Villafane Suarez,
autorità spirituale e sciamano Arhuaco, ambasciatore dei Mamos
dell’etnia india Arhuaco della Sierra de Santa Marta, nel nord della Colombia, è testimone vivente di una cultura di profonda simbiosi e unità con la Madre Terra. Diffonde e attiva, con la sua presenza e con antiche tecniche, i quattro elementi di base della Legge universale. È messaggero interculturale dell’Oneness Movement e Diksha Giver.

Ruth Izquierdo,
moglie di Calixto, della stessa etnia, si occupa attivamente di servizio agli indios Arhuaco, ponendo particolare enfasi nel lavoro di supporto a bambini e anziani; rappresenta profondamente lo spirito della femminilità nella cultura Arhuaco, che promuove e protegge con passione.

 

 

                  

 

Arhuaco

Gli Ica (o anche Arhuaco, Bintuk, Ijca) sono un gruppo etnico della Colombia, con una popolazione stimata di circa 14301 persone. Questo gruppo etnico è principalmente di fede animista, ma crede in un Dio, creatore del mondo, che viene chiamato Kaka Serangua. Gli Ika parlano la lingua Ica Vivono sul versante sud della Sierra Nevada de Santa Marta. Il loro villaggio, chiamato Nabusimakè, è situato in una valle di rara bellezza, a circa 2000 metri di altezza. Secondo Landaburu, il termine arhuaco potrebbe essere un nome esterno che i conquistatori spagnoli hanno dato a diverse popolazioni in contatto con gruppi caribi (la famiglia linguistica più vasta dell'America del Sud è stata chiamata arawak perché include popolazioni arahuacas).
Il popolo Arhuaco è una delle etnie aborigene colombiane, discendente della cultura pre-ispanica Tayrona,


Dalla natura la pace spirituale

Alla base del loro vivere è un senso di pace e di spiritualità, che hanno appreso attraverso il contatto con la natura, e il rispetto della diversità della flora, fauna e dei minerali. I loro laghi, i fiumi, le colline e le montagne sono incarnazioni dei loro Dei e dei loro creatori. Per questo il senso di fraternità trascende ciò che è meramente umano e si fonde nella natura, in un tutto apparentemente semplice. La natura viene vissuta e interpretata come parte del loro corpo. Qualsiasi danno che le venga provocato, influenza la loro cultura, e il loro mondo intero. Hanno infatti precisa consapevolezza delle conseguenze che il mancato rispetto della terra e delle leggi di natura possono avere causando malattie fisiche, mentali e spirituali. Solo quando il pianeta Terra sarà in armonia con la natura, smettendo di andare contro le sue leggi, si avrà la grande cura o il depuramento spirituale.

 

Nella Sierra Nevada palpita il "cuore del mondo"


Nella Sierra Nevada di Santa Marta, un massiccio isolato dalla catena delle Ande, si possono incontrare mille specie endemiche, grazie alla varietà di clima che esso presenta. A soli 42 km dalla costa del Mare dei Caraibi, a un'altezza di 5.800 metri si trovano le nevi perenni.

Questa montagna è considerata come un corpo vivente per la loro nazione indigena, un territorio di pace e per la pace, che permette loro di mantenere l'armonia e l'equilibrio sia con la natura esterna, sia con quella interna. Gli Arhuaco la chiamiamo "Umunukunu" o "Cuore del Mondo" e l'UNESCO l'ha riconosciuta come Patrimonio Universale per l'Umanità e la Biosfera.
Il diritto si basa su una legge dell'origine  
Questa etnia, inoltre, presenta un'organizzazione sociale, politica e spirituale basata su una "legge dell'origine" che consiste nel lasciare che il leader spirituale indigeno (mámo) consigli, in base al suo sapere, cosa si deve fare in ogni occasione. Appartiene, quindi, ad una forma di diritto in cui non c'è un codice civile, ma dove vi sono autentici saggi-governanti, gli unici in grado di guidare il loro popolo indigeno, grazie alla loro prudenza e attraverso il sapere e la disciplina di molti anni.
Essi offrono una visione totale, pacifica e rispettosa di ogni essere vivente, sempre a favore di una cultura di pace, anche nei momenti difficili che hanno dovuto subire nei secoli passati. Alla base di ciò, sta l'idea che l'unica politica possibile per la pace e la non-violenza sia quella del recupero immediato da parte di tutta l'umanità dei valori naturali e umani perduti.
I diritti riconosciuti nella costituzione colombiana   
 Lo Stato colombiano ha riconosciuto nel tempo i loro diritti [1] conservando la loro "politica" della non-violenza, basata sul buon uso della ragione e del cuore.
La Costituzione colombiana del 1991 riconosce diversi diritti alle loro comunità, alcuni di grande importanza:
1. Il diritto delle autorità indigene ad esercitare la propria giurisdizione nei propri territori secondo le proprie norme e procedimenti (art. 246 della Costituzione), basato sul diritto consuetudinario di queste comunità.
2. Il diritto a trasformare i propri territori in entità territoriali della Repubblica (art. 286 della Costituzione), che si occuperanno non solo di autonomia politico-amministrativa, ma anche di autonomia culturale, per l'applicazione dell'articolo 7 della Costituzione, che riconosce e garantisce la diversità etnica e culturale della nazione colombiana.
Nonostante tali riconoscimenti, oggi come oggi non vi è alcun piano di attuazione che realizzi tali impegni. Questo a causa anche dei gravi conflitti armati in corso nel paese che minacciano sia le culture pacifiche e le loro conoscenze  ancestrali aborigene, sia la bio-diversità della Sierra.
La cultura della pace messa a rischio dalla violenza armata  
Ultimamente la mobilità delle comunità indigene rischia di essere ridotta a causa sia della pressione delle forze di auto-difesa nelle zone di pianura e nei versanti della Sierra, sia della presenza della guerrilla nelle zone medie-alte. Gli indigeni hanno dovuto abbandonare le loro terre e spostarci verso zone più alte, spezzando così il loro sistema produttivo. E’ stato inoltre proibito loro l'accesso ai luoghi sacri che sono vitali per l'esercizio della cultura.
"Il messaggio che dalla Sierra Nevada di Santa Marta vorremmo trasmettervi è che la pace non è solo una teoria, ma un fatto tangibile.
Tutti i discendenti hanno utilizzato a questo fine il sapere trasmesso dai nostri antenati, curando il territorio e l'ambiente in maniera armonica. Facendo si che la pace sia una realtà, che da millenni, attraverso le popolazioni ancestrali, vive in questo paese. Per salvaguardarla dobbiamo unirci in uno sforzo comune che richiede, soprattutto, un cambio nelle coscienze, impegnandoci TUTTI nel cammino da compiere. È così, e solo così, che la pace continuerà a brillare e mai si potrà estinguere!!!

In nome delle popolazioni indigene della Sierra Nevada di Santa Marta.

http://www.ecocoscienza.com/home.htm

ARHUACO
COLOMBIA

 

 

Gli ARHUACO, Ika o Ijka, sono un popolo amerindio che abita il versante meridionale della Sierra de Santa Marta, in Colombia. Sono approssimativamente novemila persone.

Il loro territorio tradizionale arrivava molto più in basso rispetto ai limiti attuali della Riserva e della zona attualmente popolata, fino alla cosiddetta linea nera immaginaria che include molti dei Luoghi Sacri, nei quali tutt’ora vanno a fare le offerte e i pagamenti alla Madre terra.

Sono una popolazione profondamente spirituale e conoscitrice della propria filosofia, che ha una connotazione onnicomprensiva e globale. Credono nella esistenza di un Creatore e Grande Padre, Kakü Serankua, da cui ebbero origine i primi dei e i primi esseri materiali, altri padri come il suolo e i ghiacciai e altre madri, come  la terra e la luna.

Gli Arhuaco considerano la Sierra, il Massiccio Montagnoso, come l'ombelico del mondo,  dal quale nacque la vita nelle diverse pietre.

I Mamos, autorità spirituali,  incarnano la prosecuzione  della Legge della tradizione.
Considerano la Sierra  de Santa Marta come la “Terra dei Saggi”, di coloro che sanno, la terra dell'innocenza, la terra dell'umiltà.

C’è una linea di demarcazione che la avvolge  e la guardano da tre punti di vista. Una circonferenza interna che è conosciuta come seinekan (Madre Terra), una seconda circonferenza mannekan (Terra Bianca) e una terza circonferenza chiamata bunnekan (Terra Rossa).

Dentro questi tre circoli c'è la conoscenza della Terra, la conoscenza della Cosmogonia e la conoscenza dell'Infinito.

Gli Arhuaco considerano la Sierra non di loro proprietà e la custodiscono come servizio al pianeta, dato che ogni fenomeno nuovo e strano che avviene nella Sierra è qualcosa che sta accadendo nel pianeta.

La custodiscono, dicono, nell'interesse dei “fratelli minori” ovvero dell'uomo bianco.

Danno grande valore e grande spazio al silenzio, specialmente nei loro santuari o kankurwas e gli anziani trasmettono le loro conoscenze ancestrali ai bambini e alle bambine.
Gli ARHUACO, diceva il geografo e geologo tedesco Wilhelm Sievers nel 1886, non furono gli abitanti originali della catena montagnosa, visto che gli spagnoli hanno detto di avere sostenuto  dure battaglie con le popolazioni originali che chiamarono Taironas.

Ma gli Arhuaco sono un gruppo talmente pacifico che è impossibile riconoscere in essi i guerrieri Tairona.

In generale gli Arhuaco e i Guajiros (Wayuu) sono molto differenti; i primi sono molto rispettosi e timidi ed estremamente pacifici, non possiedono armi, poco ospitali, molto vestiti; i secondi quasi mai sono disarmati, sono forti, guerrieri, ospitali al massimo e vanno quasi senza vestiti.

Dopo la morte di un membro del gruppo non si distende il cadavere, ma lo si pone in posizione fetale. Poi lo mettono sulla cima di una collina o al bordo di un sentiero in una sepoltura, insieme con i suoi utensili, con la mochila, la  borsa rituale, con il poporo, oggetto rituale di connessione con il creato, con gli ornamenti e del cibo.

Al naso del morto si fissa una corda che attraversa la terra ed esce alla superficie. Quando questa corda si dissolve e cade per effetto della pioggia o per qualche altra ragione, allora si è sicuri che l'anima se n'è andata.

 

 

 
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