L’UNIVERSALITA’ DEL MANDALA

 

La terra è un mandala vivente, all’interno della quale fluisce una successione di mutamenti il cui fluire è soggetto agli infiniti processi di crescita e di trasformazione in virtù delle interelazioni sempre-mutanti tanto esteriori che interiori sulla struttura di base.

Un mandala consiste in una serie di forme concentriche, evocative di un passaggio tra diverse dimensioni: al macrocosmo e al microcosmo; esso è la soglia dei due.

L’universalità del Mandala è nella sua unicità, Il principio del centro. Il Centro è l’inizio del Mandala come l’inizio e l’origine di tutta la forma, il cui principio era il Centro ( il centro della mente di Dio, il sogno di Braham, ecc.)

Il Centro sta a simbolo della potenzialità esterna.

Dalla medesima inesauribile sorgente tutti i semi hanno origine e crescono, tutte le cellule realizzano la loro funzione: il principio centrale si manifesta attraverso un fiore, una stella, l’atomo stesso, il cristallo di neve, ecc., ed in ciò noi scopriamo l’universalità cosmica.

Il Centro del Mandala non è soltanto una costante esteriore dello spazio, ma anche del tempo: Il Centro del tempo è ora. Il culmine della consapevolezza: vivendo totalmente ora, l’esistenza dell’identità si dispiega come un Mandala.
Nell’anima ciascun uomo è il Centro della propria bussola e delle proprie esperienze: il Centro esiste continuamente.
Le tre proprietà base del Mandala sono tre:
un centro;
simmetria
punti cardinali ( Nord, Sud, Est e Ovest).
Il primo principio è costante, gli altri due variano a seconda della natura del Mandala.
In sanscrito Mandala significa cerchio - simbolo del cosmo nella sua interezza - ed il quadrato - simbolo della terra o del mondo fatto dall’uomo.

In Tibet il Mandala ha conseguito uno sviluppo più completo e più pieno, sia come forma artistica che come rituale di meditazione: il Centro della Deità è contenuto entro il quadrato, il palazzo dell’essere interiore, cinto da cerchi o da serie di cerchi posti a simboleggiare fasi particolari dell’iniziazione o il livello di conoscenza.

Il Mandala quale tecnica particolare di meditazione interpreta un mezzo terapeutico, come veicolo essenziale per la concentrazione  così che essa possa liberarsi delle sue catene abituali. Il paziente può così  esorcizzare la propria mente e liberarsi da parecchie delle sue ossessioni mentali.

Il mandala simboleggia i vari livelli di consapevolezza nell’individuo oltre all’energia che unifica e risana.

Esistono pitture su sabbia adoperate dagli Indiani d’America, i Mandala tibetani e gli yantra, entrambi con l’attributo di una meditazione completa che impedisce alla mente di errare per ogni dove, rivelando la loro potenzialità di guarigione, nel curare ad esempio sintomi di malattie psicosomatiche.

La struttura del Mandala ha caratteristiche universali: il suo centro è il centro del cosmo, i punti cardinali spesso hanno la funzione di simboleggiare le direzioni, gli elementi e le stagioni. L’interdipendenza di tutti i fenomeni è in interelazione con il centro eterno.

L’intento integrativo, meditativo e risanante del mandala ha il suo inizio e la sua radice nel tentativo dell’uomo di conseguire l’auto-orientamento. Qualunque cosa gli sia di fronte, alle spalle e a sinistra o a destra, si configura entro le quattro direzioni cardinali; qualunque cosa gli sia di sopra o di sotto, ciò che era ieri o che sarà domani, il centro rappresenta sempre l’individuo, colui che ha la consapevolezza dell’eterno presente.
Percependo l’inpulso verso l’interezza, l’uomo la applica a tutto quello che fa.

Tutti gli esseri umani e tutte le cose si realizzano uniformemente come emanazioni dell’Uno Tutto Divino: si tratta di una conoscenza sacra di cui il Mandala è un modello strutturale “ Dio è una sfera intelligente il cui centro è ovunque e la cui circonferenza in nessun posto”.

IL CENTRO E LE POLARITA’

Sebbene il principio e il centro sia Uno, i modelli, gli intrecci  i turbini della forma che vengono generati da e attraverso il centro, sono infiniti, il cui punto centrale è tuttavia unico.

Questo è il significato della sillaba OM, che è il seme e l’origine di tutti i suoni.

In relazione a noi stessi ci sono due movimenti che possono essere definiti tra un qualsiasi numero di direzioni: quello di avvicinamento e quello di allontanamento. Il primo è un movimento in avanti, il moto della nascita, che procede lontano da centro in direzione del mondo; l’altro è un movimento volto all’indietro in direzione del punto d’origine, il moto della morte, o riassorbimento nella sfera della potenzialità infinita.

Questi due movimenti opposti, definiscono le polarità fondamentali dell’esistenza. Le polarità sono i due estremi a noi percettibili dell’unico e medesimo moto.

Noi viviamo immersi in un oceano di polarità: vita-morte, uomo-donna, debole-forte, alto-basso, felicità-dolore, nero e bianco.

Il centro e le polarità sono comunque la chiavi che disserrano il linguaggio del Mandala, la cui natura è quella di infrangere le catene della schiavitù  del conflitto interiore, conducendo l’uomo verso un punto di vista in cui le polarità possono essere armonizzate.

Il Centro è il punto da cui tutto emerge e a cui tutto ritorna.
Le polarità non sono altro che fasi-specchio delle varietà di crescita e di trasformazione trasmesse dai centri-origine.
Centrare, guarire e crescere definiscono i ritmi del processo mandalico

Il Mandala è un congegno basilare che dopo l’apice della maturazione in cui i limiti fisici sono messi alla prova, il fuoco dell’attenzione si sposta lentamente verso l’interno, mirando allo sviluppo e al coordinamneto delle capacità che più da vicini riguardano la sfera dell’intuito.

Finito e infinito sono i concetti che il Mandala si propone di farci superare. Il mandala è un modulo che rivela il principio dell’organicità: interconessione di parti, interdipendenza di sistemi, risonanza e sincronicità ( come in ogni parte del mandala connessa alle altre parti per fornire sostegno e massima perfezione).

Essenzialmente ciascun essere umano è un mandala nei confronti di sé stesso.

(Il Mandala può essere considerato un motore fatto per il mutamento che libera l’energia nella misura in cui l’individuo che l’adopera e che in essa si concentra, è capace d’identificarsi, in quanti il Mandala conduce chi se ne serve alla visualizzazione e alla realizzazione della sorgente dell’energia entro lui stesso.

Essere integrati, interi, significa mantere il contatto con il nostro centro.)
IL MANDALA COME PROCESSO VISIVO
La pupilla dell’occhio è una semplice forma di Mandala.
Il cerchio è la forma più pura, nella luce, di cui il sole è la sorgente visibile.
Vedere un Mandala si può anche ad occhi chiusi, come ottimo mezzo per decondizionare  il cervello: non importa vedere effettivamente, ma vedere con la mente: una composizione mentale degli stessi.

MANDALA E FORME D’ARTE:
alcuni esempi
STONEHENGE
PIETRA DEL SOLE ATZECA (CALENDARIO MAYA)
ROSONE DELLA CATTEDRALE DI CHARTES
ROSONE DELLA PIETRA DI PALENQUE (SIMBOLO DELL’ALBERO DELLA VITA).

MANDALA CHIAVE DEI SISTEMI SIMBOLICI

L’arte sacra è l’aspetto formale di un sistema di simboli.
I simboli sono svariati livelli di conoscenza.
Questi sistemi sono strutturati spesso nella forma del mandala.

I sistemi simbolici esistono per aiutare a sviluppare e mantenere la “Via della natura che si rivela”: la dualità, la sacralità, il mutamento, le forze dell’universo, l’armonia, le leggi della natura e i cicli dell’esperienza.

Bello il Mandala della rappresentazione del:
Giardino dello Spirito,
Giardino del cuore,
Giardino dell’anima.

Anche ai 12 segni zodiacali è associato un simbolo elementare ( Equinozio di Primavera, Solsizio d’estate, Equinozio d’Autunno, Solsizio d’inverno; la carta astrologica è un Cerchio.)

 

IL RITUALE DEL MANDALA:

Principi:
PURIFICAZIONE
Pulizia dei “pezzi” essenziali, purgare il corpo, non immettere elementi tossici. Consigliato il digiuno, purificatore che dà consapevolezza del corpo, oltre ad offrire l’opportunità di un più diretto contatto con le forze spirituali. La purificazione ha lo scopo di stimolare i sensi che saranno più pronti a rispondere durante il rituale

CENTRALIZZAZIONE

Il centrare è intimamente connesso alla purificazione di mente e corpo. Con-centrazione= rendere con-centrico delle enrgie che fluiscono fuori dall’organismo, volgerle all’interno e focalizzarle attraverso un punto centrale (OM)

ORIENTAMENTO

Il centrare crea in modo naturale un modello di campo coerente ed organizzato: il processo di creazione di questo modello è denominato ORIENTAMENTO. L’orientamento richiede una posizione centrale, e successivamente la definizione dei punti cardinali (Nord, Est,Sud,Ovest: come fanno gli Indiani d’America)
L’orientamento può verificarsi anche con la danza o col canto.
Esistono molti riti d’orientamento

COSTRUZIONE

La costruzione vera e propria del mandala può assumere forme differenti. Tendono a distinguersi due principale forme: quella del mandala come fortezza cosmica o quella del mandala come trasmutazione delle forze demoniache. La prima si riferisce alla proiezione del cosmo, (il mandala è un disegno cosmico).

ASSORBIMENTO

Implica intensa concentrazione e meditazione sul Mandala: tecnicamente rappresenta il riassorbimento delle forze cosmiche.
Queste sono state proiettate fuori dal caos dell’inconscio durante la costruzione, per creare dopo l’assorbimento un nuovo senso di ordine. La comprensione dell’unità essenziale, la sorgente, la divinità, la fonte delle energie creative in sé stessi, è la base dell’autorinnovamento.

DISTRUZIONE

La distruzione rappresenta il distacco dalla costruzione del mandala: come il corpo al momento della morte si decompone e ridiventa Uno, così il Mandala (costruito ad esempio sulla sabbia) viene cancellato e reso a quello stato da dove provenne. La distruzione del Mandala ricopre un ruolo trascurabile rispetto l’assorbimento: una volta assorbito il mandala è interiore; il Mandala esteriore è soltanto il punto di partenza. Inoltre la distruzione è simbolo di impermanenza.

REINTEGRAZIONE

E’ implicita nell’atto vero e proprio di creare il mandala: essa è un risanarsi mediante il ri-fondamento di una connessione diretta con la fonte. L’organismo diventa un tutt’uno, senza più una divisione precisa tra il mondo esteriore ed il mondo interiore. Si arriva ad una più ampia totalità e ci si sente completi.

REALIZZAZIONE

Il Mandala, comunque rappresentato (distrutto o appeso alla parete) è solo qualcosa atto a rammentare il passaggio mandalico progressivo. L’intreccio eterno della creazione, attraverso il Mandala, porta alla visione dell’interezza e dell’auto-guarigione: Yogi, Tibetani, Sciamani utilizzano questo mezzo per recuperare il senso di quella fonte che rinnova la vita.

Vivere mandalizzati significa vedere nel caos gli strali di luce dell’ordine emanati dal centro e riconoscere in ogni momento che siamo noi stessi che ci vediamo rispecchiati quadruplicemente nel centro di ogni azione.

Realizzare un Mandala significa lasciare il mondo frammentario e alieno e passare ad un’altra dimensione di essere conoscere d agire.

L’uomo deve trovare in sé la visione per andare al di là del mondo che egli ha creato e trasfigurare se stesso nell’immagine dell’intento divino.

                                                                                                                                             Claudia De Matteis

 

 

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